I Primordi  

L'attuale contesto geologico dell'area è il risultato di una curiosa migrazione, che ebbe origine quando Pangea, nel Triassico, cominciò a fratturarsi dando origine ai continenti.
Nel successivo scenario di avvicinamento dei due blocchi di Europa e Africa, un segmento di crosta terrestre, staccatosi dall'arco Alpino, cominciò a migrare verso sud-est nell'antico Oceano Tetide.
Fino a che, stretto nella morsa dei due grandi blocchi europeo ed africano, si fratturò e cominciò a rallentare la sua corsa.

 

Perchè il ritorno in grotta? 

L'urbanizzazione della Calabria ha avuto nei secoli un andamento oscillante tra la costa e l'altura. Molti addensati urbani si spostarono radicalmente e più volte, per cambiare località di insediamento in base alle incombenze del momento storico. Una chiave di lettura è di sicuro la costante geologica, che contribuisce da sempre all'erosione ed alle ripercussioni catastrofiche in concomitanza con eventi naturali eccezionali. Per cui molti centri abitati, in occasione di un'alluvione o di un terremoto, si lasciarono andare insieme alla terra sotto di essi, trascinando la popolazione all'esodo ed alla riedificazione.

 

Notizie archeologiche
Frammenti con ornato a crocette impresse della prima fase del Bronzo antico (facies di Zungri), da Briatico Vecchio, www.poro.it

Per le origini dell’interesse della comunità scientifica per l’area dI Monte Poro, dobbiamo risalire ai primi studi, condotti dall’archeologo trentino Paolo Orsi, nel primo ventennio del secolo scorso. Orsi diresse molte campagne di scavo tra cui due molto intense, presso Torre Galli, nel comune di Drapia, riuscendo ad individuare oltre 300 sepolture, quasi tutte a fossa, risalenti al periodo tra il X ed il VI sec. a.c. (età del ferro).